Ha illustrato la parola SOGLIA

“Il mio lavoro aveva come tema la parola SOGLIA: l’ho interpretato come un vero e proprio passaggio, uno spostamento da una dimensione piccola dell’io ad uno spazio più grande, di apertura dove è possibile incontrare l’altro. Per questo ho raffigurato un uomo che esce da una cornice, che per sua definizione chiude e racchiude isolandoci e imprigionandoci. Al suo interno ho utilizzato il metallo, freddo e duro, immaginando che col tatto si potesse percepire questo varcare una soglia: dalla freddezza e dalla solitudine dell’io si passa al calore del legno e dei tessuti morbidi e accoglienti del noi.”

Bio
Nasce a Firenze nel 1972. Dopo uno stage con due noti ceramisti olandesi a Maastricht, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Partecipa a due simposi di scultura su pietra, a Cervara di Roma. Dal 2000 al 2007 è presente tutti gli anni ad “Art” nella sezione Artigianato Artistico di Innovazione e di Ricerca  (Fortezza da Basso, Firenze) e ad “Artigianato e Palazzo” (Palazzo Corsini, Firenze). «Nelle mie opere faccio confluire tutto ciò che mi piace e mi appassiona, dalle fiabe alla mitologia, tutto rivisitato e reinterpretato in modo ironico e surreale. Il fine è recuperare il bambino privo di condizionamenti e schemi, che guarda il mondo con stupore e meraviglia. Rivivere il dono dell’incanto che presiede alla bellezza. Nutrire questo tesoro che noi tutti abbiamo dentro è un desiderio e un impegno per la mia vita e mi auguro che le mie opere trasmettano sempre questo valore».

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